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23 Gennaio 2018

Una visita con l’SBF ad alcuni dei luoghi meno conosciuti di Gerusalemme. Custodite all’interno della Basilica del Santo Sepolcro tracce di oltre duemila anni fa.

Archeologia, Cultura e altre Religioni

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“Gesù patì fuori dalla porta”, dice San Paolo in una delle lettere agli ebrei. O anche “Gesù uscì dalla città verso il luogo detto Calvario, in ebraico Golgota”, tramanda il vangelo di Giovanni. Nelle sacre scritture sono rinvenibili vari cenni geografici, legati alla passione e morte di Cristo. Di alcuni di questi si trova riscontro, tutt’oggi, nei sotterranei della Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Partecipando a un’escursione dello Studium Biblicum Franciscanum, in luoghi talvolta inaccessibili ai pellegrini, è stato possibile fare un viaggio a ritroso nel tempo. Abbiamo appurato così che gli ambienti che sarebbero poi divenuti il Calvario e il Santo Sepolcro originariamente facevano parte di una cava di pietre da costruzione, tuttora visibile in almeno tre punti. Fr. GIANANTONIO URBANI, ofm Studium Biblicum Franciscanum “Ci troviamo nella cisterna di sant’Elena qui nella proprietà dei copti, chiesa egiziana. Qui possiamo vedere la trasformazione di una cava di pietra con i suoi tagli in una cisterna ad acqua, che raccoglie l’acqua, ovviamente non antica ma moderna”. La trasformazione in cisterna è uno dei possibili destini delle antiche cave. Questa, risalente presumibilmente al primo secolo avanti Cristo, mostra almeno tre diversi strati di intonaco, traccia dell’interruzione degli intagli. Le caratteristiche del luogo (tra cui la continua penetrazione di acqua dal soffitto) garantiscono un’acustica eccezionale. Scendendo sotto la cappella armena della Basilica del Santo Sepolcro si può vedere un’altra traccia dell’antica cava. Lo stesso tipo di roccia interessa tutta l’area, quindi, presumibilmente si tratta della medesima roccia in cui è stato scavato il sepolcro di Gesù. Fr. GIANANTONIO URBANI, ofm Studium Biblicum Franciscanum “Siamo nella cappella di Sant’Elena e San Disma, uno dei dei ladroni che vengono crocifissi con Gesù. Nel retro di questa area, abbiamo la cappella di san Vartan, dove troviamo un’altra area adibita a cava e taglio di pietra. La tradizione della Chiesa ha qui grandissimi luoghi di pellegrinaggio, del quale troviamo i segni in epoca bizantina con questo graffito di ‘Domine ivimus’- una barca stilizzata che racconta di essere arrivati al luogo santo - e con le croci che troviamo lungo la scalinata di discesa in questa area, dove ogni pellegrino lasciava il proprio voto, affidato alla passione del Signore”. La cappella latina di Sant’Elena è il luogo in cui, secondo la tradizione, è stata ritrovata la santa croce. Qui venivano infatti gettati i legni dei crocifissi. Il colore più scuro delle rocce e le tracce di affreschi sulle pareti sono un ulteriore segno della devozione prolungatasi nel corso dei secoli e un indizio della storicità dei vangeli.
La chiesa di Gerusalemme è in festa per la solennità del Corpus Domini. Abbiamo colto l’occasione per conoscere varie chiese di Terra Santa che promuovono l’adorazione al Santissimo Sacramento
Questa settimana: la solennità del Corpus Christi, l’inaugurazione del Mosaic Centre di Betlemme e il centro Al Basma per giovani disabili. Infine, per il mese di maggio, la devozione delle coppie alla Grotta del Latte e il secondo speciale sulla
Il Mosaic Centre di Betlemme e’ stato inaugurato lo scorso sabato 26 maggio, ed offrirà una nuova formazione nell’arte dei mosaici, nel turismo, contribuendo cosi al rafforzamento del patrimonio artistico e culturale della
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Il secondo speciale sulla Vergine Maria per il mese di maggio, è dedicato alle diverse manifestazioni mariane avvenute nelle varie regioni del mondo rappresentate all’ interno della Basilica dell’Annunciazione di Nazareth.

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Home > Approfondimenti > Spreco alimentare > La sovrapproduzione alimentare è il problema, più che i rifiuti alimentari
30 aprile 2016

I rifiuti alimentari e lo spreco di imballaggi sono un sintomo del problema che è la sovrapproduzione di cibo. Un’analisi di alcuni dati di fatto che arrivano da più fonti confermerebbe questa ipotesi e renderebbe necessario un diverso approccio del problema basato su un sistema produttivo agro-alimentare sostenibile che non produca più sprechi.

L’attenzione verso lo spreco di cibo definito definito recentemente da Vytenis Andriukaitis , commissario europeo alla Salute e alla sicurezza alimentare, una tragedia economica ed ambientale è aumentata. Grazie ad alcune iniziative europee di grande eco mediatico lo spreco alimentare viene visto per quello che è: una problematica globale che gioca un ruolo chiave nella riduzione delle emissioni di gas serra. E’ infatti l’attività agricola che ha l’impatto maggiore a livello di emissioni: con circa 6,2 miliardi di tonnellate di CO2 equivalenti, si posiziona al primo posto per emissioni di gas serra (pari al 20% delle emissioni del 2010) prima dei comparti dell’ energia e dei trasporti . Secondo lo studio “Food Surplus and Its Climate Burdens” del Potsdam Institute for Climate Research (PIK) che per la prima volta fornisce le proiezioni complete dello spreco di cibo dei Paesi di tutto il mondo, calcola che solamente le emissioni correlate potrebbero arrivare al 2050 a 2,5 miliardi di tonnellate di Co2 equivalenti. (Un articolo di Regioni e Ambiente sullo studio si può leggere Sneaker Timoneria Suprema Motore Reebok Pump Grigio / Bianco
Una follia se consideriamo che in Europa stiamo distruggendo la biodiversità con uno sfruttamento estremamente intensivo del territorio; tra insediamenti abitativi, infrastrutture e produzione industriale e agricola la percentuale di suolo sfruttato arriva all’80%. EATING PLANET Nel 2050 la crescita demografica arriverà a oltrepassare i 9 miliardi di persone con una richiesta di cibo che crescerà del 56%. In questo scenario di possibile aumento della produzione alimentare – e di conseguente impatto ambientale – potrebbe sembrare difficile mantenere il riscaldamento globale entro i 2˚C, obiettivo prefissato lo scorso dicembre durante la Conferenza di Parigi (COP21). Se si pensa che per sfamare il crescente numero di persone nel mondo occorre produrre di più, non è questa la soluzione. In realtà, attualmente sprechiamo un terzo della produzione globale di alimenti, che equivale a quattro volte la quantità necessaria a dare da mangiare a 795 milioni di persone denutrite nel mondo, oltre ad avere una forte ricaduta sull’ambiente perché mentre il cibo si decompone rilascia gas metano, un gas serra 20 volte più potente dell’anidride carbonica. Questo il messaggio arrivato nella giornata della Terra lo scorso 22 aprile dalla Fondazione Barilla Center for Food Nutrition BCFN che ha recentemente presentato la seconda edizione di “ Eating Planet. Cibo e sostenibilità: costruire il nostro futuro ”. Effettivamente ci stiamo divorando la terra e anche l’ Italia non scherza visto che sprechiamo il 35% di prodotti freschi (latticini, carne, pesce), il 19% del pane e il 16% di frutta e verdura prodotti. Uno spreco che porta con se una perdita di 1.226 milioni di m3 l’anno di acqua, e l’immissione nell’ambiente di 24,5 milioni di tonnellate CO2 l’anno .Secondo i dati diffusi ieri dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile nel suo ultimo Climate report , presentati dall’ex ministro dell’Ambiente Edo Ronchi, nel 2015 le emissioni di gas serra in Italia sono aumentate di circa il 2,5% , circa 3 volte tanto la crescita del Pil (che ha segnato un +0,8%) in controtendenza rispetto ad altri paesi. Se si considera che la richiesta di cibo aumenterà del 56%, che il 25% dei suoli è gravemente danneggiato e il 30% dei terreni coltivabili è divenato improduttivo negli ultimi 40 anni (dati FAO) è evidente che serve rivedere l’intero sistema a livello globale.

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Celiaci, arriva la pillola che consente di trasgredire

Con circa 100mila malati consapevoli, e altri 500mila “inconsapevoli”, la celiachia è ormai diventata una patologia familiare per tanti italiani. Durante la campagna di sensibilizzazione sulle intolleranze al glutine sono stati ospitati, nelle 310 farmacie italiane aderenti, gli incontri tra gli esperti Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica) e la popolazione, per consulti nutrizionali e informativi; nutrizionisti e gastroenterologi hanno risposto anche telefonicamente a dubbi e curiosità. Le domande più frequenti rivolte agli specialisti, impegnati nella campagna hanno dimostrato quanto fondamentali siano la corretta informazione e la consulenza dietetica di specialisti esperti sia verso i pazienti sia verso i genitori dei bambini celiaci. La maggior parte delle domande ha riguardato le tappe per arrivare alla diagnosi, gli esami da effettuare, le figure mediche da consultare e soprattutto la possibilità di concedersi ogni tanto qualche strappo nella dieta. Attualmente è possibile diagnosticare con precisione la malattia celiaca e fare una diagnosi attraverso appositi test clinico-strumentali e adeguati algoritmi. E proprio per le persone celiache che vogliono trasgredire, senza rischi, alla dieta gluten free è in arrivo, dopo molti anni di studio, una pillola; messa a punto dal ricercatore Hoon Sunwoo, insegnante di scienze farmaceutiche presso l’Università di Alberta in Canada, convinto che il prodotto, in fase avanzata di sperimentazione, potrà essere presto commercializzato, mancano infatti solo le analisi di efficacia. E’ comunque importante ricordare che la pillola non cura la celiachia, ma permette di consumare occasionalmente glutine senza provocare danni all’intestino e senza fastidiosi sintomi. L’idea dei ricercatori è stata quella di utilizzare gli anticorpi contenuti nel tuorlo dell’uovo per ricoprire il glutine, in modo che esso possa semplicemente attraversare l’organismo senza creare problemi. La pillola si potrà assumere 5 minuti prima del pasto “a rischio” per ottenere una protezione di circa 2 ore dagli effetti del glutine. Secondo la dottoressa Chimenti, sapere di poter trasgredire nella dieta senza rischi per l’organismo è una condizione che assicura al celiaco quella sorta di benessere che spesso viene attutito dall’impossibilità di consumare certi cibi. Questa pillola potrà offrire nuovi spunti di alimentazione occasionale a coloro che non riescono ad abituarsi all’idea di mangiare senza glutine e risolvono problemi di assenza di prodotti adeguati magari quando si è fuori o in luoghi di divertimento. Una scoperta che aiuta a vedere la malattia da un altro punto di vista. Una volta dimostrate efficacia e salubrità la pillola potrà essere commercializzata.

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Salire a bordo e imparare attivamente.

In un contesto didattico stimolante e orientato alla prassi, un team di moderatori con formazione pedagogica elabora insieme a scolari e scolare vari contenuti legati ai temi della sicurezza, del consumo energetico sostenibile, della mobilità e della scelta professionale.

Obiettivo della visita: stimolare gli alunni a sentirsi responsabili e mettere in pratica quanto hanno appreso.

Desiderate preparare o elaborare insieme ai vostri alunni la visita al Treno scuola e scoperta delle FFS? Su Amoonyfashion Donna Tacco Tacco Alto Scarpe Con Tacco Alto In Vernice Nera
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Classi.

Il Treno scuola e scoperta delle FFS si rivolge principalmente alle classi delle scuole medie e superiori (11- 16 anni). La durata complessiva della visita (accoglienza e saluto finale compresi) è di due ore.

Assistenza.

A bordo del Treno scuola e scoperta delle FFS la vostra classe sarà seguita e accompagnata da un team di moderatori in possesso di una specifica preparazione in campo pedagogico.

Costi.

Il viaggio di andata e ritorno e la visita al Treno scuola e scoperta delle FFS sono gratuiti. Riceverà i biglietti per tutta la classe e per gli accompagnatori, validi dalla scuola al Treno scuola e scoperta nella sua regione.

Iscrizione.

Qual è, per la vostra classe, la località più prossima alla stazione in cui fa tappa il Treno scuola e scoperta delle FFS? Selezionate la località.

Attendiamo con piacere la vostra visita!

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